Lo stato dello stabile, cosa non funziona, quando scade il mandato, quali documenti mancano. Da una situazione confusa tiriamo fuori un quadro chiaro.
Cambiare amministratore di condominio.
Cambiare amministratore di condominio è più semplice di quanto sembri: il mandato dura un anno e l’assemblea può rivedere l’incarico in qualsiasi momento, senza dover aspettare che qualcosa vada storto. Questa è la guida pratica: quando si può fare, cosa serve in assemblea e come funziona il passaggio.
Non serve aspettare che vada male.
Per legge (art. 1129 del Codice civile) il mandato dell’amministratore dura un anno e si intende rinnovato per un periodo di pari durata: alla scadenza l’assemblea può confermare l’uscente oppure nominare un nuovo amministratore, senza motivare nulla. E non serve comunque aspettare la scadenza: in qualsiasi momento si può convocare un’assemblea straordinaria con il cambio all’ordine del giorno e votare. Le irregolarità nella gestione contano per un’altra strada: nei casi gravi, la revoca può essere chiesta anche al giudice.
Prima dell’assemblea, due letture utili: la nostra guida alla revoca dell’amministratore e quella sulla delega per chi non può esserci.
Tre passi, zero salti nel vuoto.
Ti forniamo una presentazione da condividere con gli altri condòmini che racconta Livia e come gestiamo i nostri condomìni: cosa copriamo, chi risponde di cosa, le prime priorità e il prezzo, nero su bianco.
Conti, documenti, fornitori, riparazioni aperte e comunicazioni ai residenti: il passaggio richiede in genere 30-45 giorni e nessun lavoro operativo da parte vostra.
Dopo il cambio, la prima assemblea con il nuovo amministratore è il momento in cui si fissano aspettative, priorità e tempi di risposta.
Gestiamo noi il passaggio di consegne. L’assemblea vota il cambio, noi raccogliamo tutta la documentazione dal precedente amministratore e prendiamo in carico l’edificio. Il processo richiede in genere 30-45 giorni e nessun lavoro operativo da parte dei residenti.
Alla scadenza del mandato, semplicemente nominando un altro amministratore. Oppure in qualsiasi momento: basta convocare un’assemblea straordinaria con la revoca all’ordine del giorno e votarla con la maggioranza prevista. Non serve aspettare irregolarità — quelle rilevano semmai per la revoca giudiziale, nei casi gravi.
Di norma serve la stessa maggioranza prevista per la nomina: il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresenti almeno la metà del valore millesimale dell’edificio. Il regolamento del tuo condominio può prevedere indicazioni ulteriori: va sempre letto prima.
Sì. Alla cessazione dell’incarico l’amministratore uscente deve consegnare la documentazione del condominio — conti, registri, contratti con i fornitori, pratiche aperte. È un passaggio dovuto, non un favore: se gestito bene, il condominio non perde la sua storia.
