Ogni autunno la stessa domanda gira per le chat di condominio: da quando possiamo accendere il riscaldamento? A Milano la risposta non è a discrezione del singolo, ma segue un calendario preciso stabilito dalla legge, con un margine di flessibilità in mano al Comune. Vediamo le date, gli orari e — punto che genera più discussioni — chi decide quando l'impianto è centralizzato.
Milano è in zona climatica E: le date di accensione#
L'Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A (la più calda) alla F (la più fredda). Ogni zona ha un periodo dell'anno in cui è consentito tenere acceso il riscaldamento e un numero massimo di ore giornaliere. La ripartizione è fissata dal DPR 412/1993.
Milano rientra nella zona climatica E. Per questa zona il periodo ordinario di accensione va dal 15 ottobre al 15 aprile, con un massimo di 14 ore al giorno. Sono le stesse date che valgono per gran parte del Nord Italia e delle città di pianura padana.
Le 14 ore non devono essere consecutive: di norma vengono distribuite tra la mattina presto e la sera, quando la richiesta di calore è maggiore. La fascia oraria concreta la stabilisce l'amministratore per l'impianto centralizzato, oppure il singolo per l'impianto autonomo, sempre restando dentro il tetto giornaliero.
Quando il Comune può cambiare le date#
Il calendario del DPR 412/1993 fissa i limiti ordinari, ma non è rigido al 100%. Il sindaco può intervenire con un'ordinanza per adattare accensione e orari alle condizioni reali:
- anticipare l'accensione o prolungare il periodo in caso di freddo fuori stagione — capita spesso a Milano con ottobri rigidi o aprili freddi;
- ridurre ore o giornate per contenere i consumi energetici, come è avvenuto in alcune stagioni recenti a livello nazionale.
Per questo, prima di dare per scontata una data, conviene sempre controllare se per la stagione in corso il Comune di Milano ha pubblicato un'ordinanza specifica. Le deroghe valgono per tutti gli edifici del territorio comunale, centralizzati e autonomi.
La temperatura massima consentita#
Oltre alle date contano i gradi. Per le abitazioni la temperatura di riferimento è di 20 °C, con una tolleranza di 2 °C: in pratica l'impianto non dovrebbe portare gli ambienti oltre i 22 °C. Il limite, previsto dalla normativa sull'esercizio degli impianti termici (DPR 74/2013), serve a tenere sotto controllo consumi e bollette — un tema molto sentito da quando i costi dell'energia sono saliti.
Con un impianto centralizzato la temperatura di mandata la imposta l'amministratore in base alla delibera dell'assemblea: non è il singolo appartamento a poterla alzare a piacere. Chi ha caldo, con la contabilizzazione, può abbassare le proprie valvole; chi ha freddo dovrebbe segnalarlo all'amministratore, non manomettere l'impianto comune.
Impianto centralizzato: chi accende e chi decide#
È qui che nascono i malumori. Con il riscaldamento centralizzato, l'impianto è una parte comune e la sua gestione — accensione, spegnimento, orari, temperatura — spetta all'amministratore, che agisce entro i limiti di legge e secondo quanto deciso dall'assemblea. Il singolo condòmino non può accendere o spegnere la caldaia per conto suo, né pretendere orari diversi dagli altri.
Cosa può fare il condòmino, invece:
- se l'edificio ha la contabilizzazione del calore (ormai obbligatoria nella maggior parte dei condomìni), regolare i termosifoni del proprio appartamento con le valvole termostatiche, pagando in base al consumo effettivo;
- segnalare per iscritto all'amministratore un impianto che parte troppo tardi, scalda poco o resta acceso oltre gli orari, chiedendo un intervento.
Se l'amministratore non risponde alle segnalazioni sull'impianto, il problema smette di essere tecnico e diventa gestionale: puoi vedere come muoverti nella guida su cosa fare quando l'amministratore non risponde.
Impianto autonomo: più libertà, stessi limiti#
Chi ha una caldaia autonoma decide da sé quando accendere e a che temperatura, ma resta comunque vincolato al periodo e al tetto di ore della zona E e al limite di temperatura. La differenza è pratica: nessuna delibera, nessun orario condiviso: la regolazione dipende solo da te, con il vantaggio di pagare esattamente ciò che consumi.
Le regole per Milano, in breve#
- Zona climatica: E.
- Periodo ordinario: 15 ottobre – 15 aprile.
- Ore massime: 14 al giorno.
- Temperatura: 20 °C (+2 °C di tolleranza).
- Deroghe: possibili con ordinanza del Comune — controlla la stagione in corso.
- Centralizzato: decide l'amministratore su delibera dell'assemblea; il singolo regola le valvole.
La gestione del riscaldamento è uno dei momenti in cui si vede la differenza tra un'amministrazione presente e una assente: accensione puntuale, temperatura corretta e risposte rapide alle segnalazioni evitano gran parte delle liti invernali. Se cerchi una gestione così per il tuo edificio, scoprila dalla pagina amministratore di condominio a Milano o chiedi un preventivo gratuito.
Fonti normative
Domande frequenti
Quando si può accendere il riscaldamento a Milano?
Milano è in zona climatica E: il periodo ordinario di accensione va dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno. Sono i limiti fissati dal DPR 412/1993. Il Comune può però anticipare l'accensione o estendere il periodo con un'ordinanza, ad esempio durante un'ondata di freddo fuori stagione.
A che temperatura si può tenere il riscaldamento in casa?
Per le abitazioni il limite è 20 °C, con una tolleranza di 2 °C: in pratica non si dovrebbero superare i 22 °C. È un limite pensato per contenere consumi e spese. Con un impianto centralizzato la temperatura la imposta l'amministratore secondo la delibera dell'assemblea, non il singolo condòmino.
Chi decide l'accensione del riscaldamento centralizzato in condominio?
L'accensione e gli orari dell'impianto centralizzato li gestisce l'amministratore, entro i limiti di legge e secondo quanto deliberato dall'assemblea. Il singolo condòmino non può accendere o spegnere l'impianto per conto proprio: se ha la contabilizzazione del calore, può però regolare i propri termosifoni con le valvole termostatiche.
Scopri se Livia fa per il tuo condominio
Raccontaci il tuo edificio: capiamo insieme se Livia può portare risposte più rapide, spese più leggibili e fornitori controllati.
Scopri se Livia fa per il tuo condominio →Ricevi aggiornamenti da Livia
Guide pratiche sul condominio e novità utili per proprietari e consiglieri. Niente spam, solo cose che servono.





