In molti stabili milanesi il portiere è la persona che tiene davvero in piedi la giornata: sa quale ditta è passata, dove finisce l'acqua quando piove forte, chi ha lasciato il motorino nell'androne. Ed è anche la figura su cui si accumulano più fraintendimenti: cosa deve fare, a chi risponde, cosa gli si può chiedere.
Vale la pena metterlo in chiaro, perché quasi tutte le liti sul portierato nascono da un'aspettativa che non era mai stata scritta da nessuna parte.
Chi è, giuridicamente#
Il portiere è un lavoratore dipendente del condominio. Non dell'amministratore, non del proprietario dell'appartamento più grande, non di chi lo chiama più spesso.
Questo semplice fatto spiega quasi tutto il resto. Il rapporto è di lavoro subordinato: c'è un contratto, un inquadramento, un orario, degli obblighi da entrambe le parti. E c'è un datore di lavoro — il condominio come collettività — che esercita i suoi poteri attraverso gli organi previsti.
Chi decide e chi dirige#
Sono due cose diverse e vale la pena tenerle separate.
L'assemblea decide. Istituire il servizio, sopprimerlo, definirne il perimetro e approvare il regolamento di servizio sono scelte dell'assemblea. È lì che si stabilisce cosa il portiere fa e in quali orari.
L'amministratore gestisce. In esecuzione di quelle decisioni cura il contratto, gli adempimenti, le presenze, i rapporti con il dipendente. È il volto operativo del datore di lavoro, non il datore di lavoro.
Il singolo condòmino non comanda. Non ha alcun potere direttivo. Può segnalare, chiedere, lamentarsi con l'amministratore — non dare ordini. È la regola più violata di tutte, e quella che produce più tensioni.
Cosa rientra nelle mansioni#
Qui c'è un punto che sorprende: non è la legge a elencare i compiti del portiere. A definirli sono il contratto di lavoro applicato e il regolamento di servizio approvato dall'assemblea.
Il nucleo tipico, negli stabili residenziali:
- vigilanza e custodia dell'edificio, controllo degli accessi
- apertura e chiusura del portone negli orari stabiliti
- pulizia delle parti comuni: androne, scale, cortile
- ritiro e smistamento della corrispondenza ordinaria
- piccole verifiche sugli impianti e segnalazione dei guasti all'amministratore
- assistenza all'ingresso di fornitori e ditte
La conseguenza pratica è netta: se una cosa non è nel contratto o nel regolamento di servizio, non è dovuta. E se la si vuole aggiungere, la strada è modificare quei documenti, non insistere sul pianerottolo.
Cosa non gli puoi chiedere#
L'elenco dei "piccoli favori" che con il tempo diventano pretese:
- tenere le chiavi del tuo appartamento e far entrare qualcuno
- ritirare pacchi personali o firmare raccomandate senza delega
- portare la spesa, buttare la tua immondizia, innaffiare le piante
- accudire animali o bambini
- fare da guardiano al tuo box o al tuo posto auto
- riparazioni dentro le proprietà private
Il problema non è la cortesia occasionale, che fa parte del vivere in un palazzo. È la prassi consolidata: mansioni svolte con continuità per anni possono finire per modificare di fatto il contenuto del rapporto di lavoro, e le conseguenze non ricadono sul condòmino che ha chiesto il favore — ricadono sul condominio.
Vale la pena ricordarlo quando qualcuno dice "ma lo ha sempre fatto".
La corrispondenza, senza equivoci#
Lo smistamento della posta ordinaria nelle cassette postali è mansione tipica.
Diverso è il ritiro degli invii che richiedono la firma del destinatario: lì serve una delega specifica e valida. Senza, il portiere non è legittimato a firmare per te.
E qui c'è un rischio che riguarda te più di lui: se una raccomandata viene consegnata in modo irregolare, i termini che decorrono da quella notifica possono diventare oggetto di contestazione — e sono spesso termini che non vuoi perdere, come quelli per impugnare una delibera.
Le responsabilità#
Il portiere risponde dei propri inadempimenti nel rapporto di lavoro, secondo le regole ordinarie.
Il condominio, però, resta il datore di lavoro: risponde degli obblighi che ne derivano, compresa la sicurezza sul lavoro, e può rispondere verso i terzi per i danni collegati all'attività svolta dal proprio dipendente.
Un punto che genera aspettative sbagliate: la presenza del portiere non trasforma il condominio in un servizio di sorveglianza. Se avviene un furto, non è automaticamente colpa sua. La vigilanza contrattuale è una cosa; garantire la sicurezza dello stabile è un'altra, e nessun portiere la assicura.
Se il servizio non funziona#
La strada è una sola e passa dall'amministratore.
Segnala per iscritto, con fatti e date: quali mansioni previste non vengono svolte, da quando, con quale frequenza. "Il portiere non fa niente" non è una segnalazione utilizzabile; "le scale del secondo piano non vengono pulite dal 12 giugno, contrariamente al regolamento di servizio" lo è.
L'amministratore ha gli strumenti del rapporto di lavoro per intervenire. Il condòmino che affronta direttamente il dipendente ottiene di regola solo un conflitto personale in più, senza risolvere niente.
Se anche le segnalazioni scritte restano senza risposta, il problema si è spostato: leggi cosa fare quando l'amministratore non risponde.
Sopprimere il portierato#
È una decisione dell'assemblea, e ricorre spesso quando si guarda al bilancio. Va però istruita con attenzione: significa chiudere un rapporto di lavoro, con gli oneri che ne derivano, e in alcuni stabili tocca previsioni del regolamento condominiale.
Prima di votare servono i numeri veri — costo pieno del servizio, costo delle alternative (impresa di pulizie, videosorveglianza, servizi di portierato esterni), oneri della cessazione. Quasi mai il risparmio è quello che sembra a prima vista.
Su costi e ripartizione del portierato negli stabili milanesi c'è la guida dedicata al portierato in condominio a Milano.
Se stai valutando come impostare o rivedere il servizio nel tuo stabile, parlane con noi: ti diciamo cosa comporta davvero, numeri alla mano, prima che finisca in assemblea.
Fonti normative
Domande frequenti
Quali sono le mansioni del portiere di condominio?
Le mansioni non le stabilisce la legge ma il contratto di lavoro e il regolamento di servizio approvato dall'assemblea. Il nucleo tipico comprende vigilanza e custodia dello stabile, apertura e chiusura del portone, pulizia delle parti comuni, ritiro e smistamento della corrispondenza e piccole verifiche sugli impianti. Tutto ciò che non è previsto in quei documenti non è dovuto.
Chi è il datore di lavoro del portiere?
Il datore di lavoro è il condominio, non l'amministratore e tantomeno il singolo condòmino. L'assemblea decide se istituire o sopprimere il servizio; l'amministratore gestisce il rapporto in esecuzione di quelle decisioni — contratto, presenze, adempimenti. È il motivo per cui un condòmino non può dare ordini diretti al portiere.
Posso chiedere al portiere un favore personale?
Puoi chiederlo, ma non è dovuto e non dovrebbe diventare un'abitudine. Portare la spesa, tenere le chiavi di casa, ritirare pacchi personali o accudire animali non rientrano nelle mansioni. Il problema non è la cortesia occasionale: è che la prassi ripetuta può modificare di fatto il contenuto del rapporto di lavoro, con conseguenze che ricadono sul condominio.
Il portiere può ritirare le raccomandate per me?
Solo se ha una delega valida. Il ritiro della corrispondenza ordinaria rientra nelle mansioni tipiche, ma per gli invii che richiedono la firma del destinatario serve una specifica autorizzazione. Senza delega il portiere non è legittimato a firmare per te, e una consegna irregolare può creare problemi proprio a te sui termini che decorrono da quella notifica.
L'assemblea può eliminare il servizio di portierato?
Sì, la soppressione del servizio è una decisione dell'assemblea, ma non è una scelta a costo zero: chiude un rapporto di lavoro, con tutti gli adempimenti e gli oneri che ne derivano, e in alcuni casi tocca previsioni del regolamento condominiale. Va istruita con attenzione, non decisa d'impulso dopo una discussione sulle spese.
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