Arriva la proposta di misurare il radon in tutto il palazzo, con un preventivo per appartamento. Qualcuno si allarma, qualcun altro liquida la cosa come l'ennesima trovata.

Come per altri temi tecnici, la risposta sta nel mezzo e dipende da chi usa quei locali, non da quanti piani ha l'edificio.

Quadro aggiornato a ottobre 2026. L'elenco delle aree prioritarie è regionale e viene aggiornato: va verificato nella versione vigente della tua Regione.

Cos'è, in due righe#

Il radon è un gas radioattivo naturale che proviene dal suolo e dai materiali da costruzione, e che può accumularsi negli ambienti chiusi. È inodore e incolore: non si percepisce, si misura.

Si concentra dove l'edificio è a contatto con il terreno e la ventilazione è scarsa: interrati, seminterrati, piani terra senza vespaio ventilato. Ai piani alti il problema in genere non si pone.

I livelli di riferimento#

Il D.Lgs. 101/2020 fissa valori di riferimento per la concentrazione media annua:

AmbitoLivello di riferimento
Luoghi di lavoro300 Bq/m³
Abitazioni esistenti300 Bq/m³
Abitazioni costruite dopo la fine del 2024200 Bq/m³

Una precisazione che cambia il modo di leggerli: non sono limiti di sicurezza, ma soglie oltre le quali si interviene. Starci sotto non significa "zero rischio", superarli non significa che l'edificio sia inagibile.

L'obbligo di misura non è generale#

È il punto su cui conviene essere netti, perché è quello su cui si vende.

L'obbligo riguarda i luoghi di lavoro, in due casi:

  • sempre quelli sotterranei, su tutto il territorio nazionale;
  • quelli a piano terra o seminterrato situati nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni, cioè quelle in cui una quota significativa di edifici supera il livello di riferimento al piano terra.

Per le abitazioni private non esiste un obbligo di misurazione analogo. I 300 e 200 Bq/m³ restano livelli di riferimento: utili per decidere, non adempimenti da rispettare.

Quindi la proposta di misurare tutti gli appartamenti di un palazzo non corrisponde, di per sé, a un obbligo di legge. Può essere una scelta volontaria sensata in certe zone, ma va presentata per quello che è.

Dove un condominio può rientrare davvero#

Il criterio è la presenza di lavoratori, non la destinazione del locale. In un edificio residenziale i casi tipici sono:

  • una portineria o un locale di servizio ricavato sotto il piano stradale, dove il personale sta stabilmente;
  • uffici o attività commerciali collocati in locali interrati o seminterrati dell'edificio;
  • locali tecnici in cui operano stabilmente addetti.

Se il condominio ha dipendenti che lavorano in ambienti interrati, il tema si incrocia con gli obblighi di sicurezza: la relazione sulle misurazioni confluisce nel documento di valutazione dei rischi. Il quadro di quando il condominio è datore di lavoro è nella guida su DVR e DUVRI, e il contratto applicato al personale in quella sul CCNL dei portieri.

Dove invece i locali interrati sono solo cantine e locali tecnici senza personale stabile, l'obbligo in genere non scatta.

Il caso lombardo: recuperare un seminterrato#

C'è una situazione in cui il tema diventa concreto anche senza lavoratori, ed è particolarmente rilevante dalle nostre parti.

In Lombardia il recupero dei locali seminterrati a fini abitativi è subordinato alla verifica delle concentrazioni di radon, con una misura di controllo collegata al percorso che porta all'agibilità. Tradotto: chi pensa di trasformare un seminterrato in spazio abitabile deve mettere in conto la verifica fin dall'inizio, non scoprirla alla fine.

È un passaggio da coordinare con le altre regole edilizie locali: vedi la guida sul Regolamento Edilizio di Milano.

Come si misura, e cosa succede dopo#

La misurazione non è una lettura istantanea: serve a stimare la concentrazione media su un anno, quindi si fa con rilevatori lasciati in posa per periodi lunghi, attraverso servizi di dosimetria riconosciuti. Diffida di chi propone un numero ottenuto in un pomeriggio.

Se il valore resta sotto il livello di riferimento, si ripete la verifica a distanza di anni, e comunque dopo interventi che toccano l'attacco a terra o l'isolamento termico.

Se il valore supera il riferimento, vanno adottate misure correttive entro un termine definito e poi si rimisura. Gli interventi tipici agiscono sulla ventilazione dei vani a contatto con il terreno e sulla tenuta verso il suolo: non sono opere esotiche, ma vanno progettate.

Cosa chiedere prima di deliberare#

  1. Su quale norma si fonda l'obbligo che ci viene prospettato, e si applica al nostro caso?
  2. Quali locali rientrerebbero, e chi vi lavora stabilmente?
  3. La nostra zona è classificata come area prioritaria nella versione vigente dell'elenco regionale?
  4. Che tipo di misura è prevista, e su quale durata?
  5. Cosa succede se il valore supera il riferimento: gli interventi sono inclusi o sono un capitolo a parte?

La terza domanda è quella che chiude in fretta la maggior parte delle discussioni, e la risposta si trova nei documenti della Regione, non nel depliant.

Il punto pratico#

Il radon non è una trovata commerciale né un adempimento generalizzato. È un rischio reale che si concentra sotto il piano stradale, e la legge lo affronta dove ci sono lavoratori.

Per un condominio residenziale senza locali interrati adibiti al lavoro, in genere non c'è nulla da fare se non saperlo. Per un condominio con una portineria interrata, un'attività sotto il piano strada o un progetto di recupero di un seminterrato, la verifica va messa in conto.

Se nel tuo palazzo è arrivata una proposta e nessuno sa dire se vi siate dentro o no, guarda come lavora Livia sull'amministrazione condominiale a Milano oppure richiedi un preventivo gratuito.

Fonti normative

Domande frequenti

Che cos'è il radon?

È un gas radioattivo naturale che proviene dal suolo e può accumularsi negli ambienti chiusi, soprattutto ai piani interrati e a contatto con il terreno. È inodore e incolore: si rileva solo misurandolo.

Quali sono i livelli di riferimento?

Il decreto fissa 300 Bq/m³ come livello di riferimento per i luoghi di lavoro e per le abitazioni esistenti, e 200 Bq/m³ per le abitazioni costruite dopo la fine del 2024. Non sono limiti di sicurezza, ma soglie oltre le quali intervenire.

Il condominio deve misurare il radon?

Non in generale. L'obbligo riguarda i luoghi di lavoro: sempre quelli sotterranei, e quelli a piano terra o seminterrato nelle aree individuate come prioritarie dalla propria Regione.

Nelle abitazioni private c'è un obbligo?

No, per le abitazioni non esiste un obbligo di misurazione analogo a quello dei luoghi di lavoro. I valori indicati restano livelli di riferimento, utili per decidere se intervenire.

Quali locali condominiali possono rientrare?

Quelli interrati o seminterrati in cui lavorano persone: una portineria ricavata sotto il piano stradale, un ufficio, un'attività commerciale interrata. Il criterio è la presenza di lavoratori, non la destinazione del locale.

Se recupero un seminterrato a uso abitativo cosa cambia?

In Lombardia il recupero dei locali seminterrati a fini abitativi è subordinato alla verifica delle concentrazioni di radon, con misura di controllo collegata all'agibilità. È un passaggio da mettere in conto prima di avviare i lavori.

Livia

Scopri se Livia fa per il tuo condominio

Raccontaci il tuo edificio: capiamo insieme se Livia può portare risposte più rapide, spese più leggibili e fornitori controllati.

Scopri se Livia fa per il tuo condominio →
Newsletter

Ricevi aggiornamenti da Livia

Guide pratiche sul condominio e novità utili per proprietari e consiglieri. Niente spam, solo cose che servono.