Finché il portiere c'è, sembra una voce di spesa come le altre. Poi arriva una richiesta di arretrati, o si discute di sopprimere il servizio, e il condominio scopre di essere qualcosa che non aveva messo in conto: un datore di lavoro.

Non un cliente di un servizio. Un datore di lavoro, con tutto quello che comporta.

Quadro aggiornato a ottobre 2026. I minimi e le tabelle cambiano con i rinnovi: questa guida spiega la struttura, non gli importi, che vanno chiesti al consulente del lavoro.

Il contratto applicabile, e perché non è uno solo#

Al portiere si applica il contratto collettivo per i dipendenti dei proprietari di fabbricati.

Il punto che sorprende: non esiste un unico testo. Nel tempo sono stati sottoscritti contratti da schieramenti associativi e sindacali diversi, con contenuti non coincidenti. Il contratto è stato oggetto di rinnovi recenti, che hanno inciso anche sui profili professionali.

La conseguenza pratica viene prima di ogni altra domanda: quale contratto applica il tuo condominio? La risposta sta nella lettera di assunzione e nelle buste paga, non nella memoria di chi c'era.

È anche la prima verifica da fare quando cambia l'amministratore, insieme al resto della documentazione: vedi la guida su come cambiare amministratore.

Chi è il datore di lavoro#

Il datore di lavoro è il condominio, non l'amministratore e non il consigliere che si occupa delle cose pratiche.

L'amministratore agisce come rappresentante: gestisce il rapporto, firma, tiene i contatti con il consulente del lavoro e risponde della correttezza della gestione nei confronti del condominio. Ma gli oneri e la posizione datoriale restano dell'ente condominio, e ricadono sui condòmini secondo i criteri di riparto.

Questo spiega perché l'assemblea non può trattare il portiere come un fornitore: un fornitore si cambia con una delibera, un dipendente no.

Cosa decide l'assemblea e cosa no#

Decide l'assembleaLo stabilisce il contratto
Se avere o no il servizio di portieratoInquadramento e profilo professionale
Con quale impegno e in quale formaOrario di lavoro e riposi
Il budget e il riparto della spesaTrattamento economico e istituti contrattuali
Se avviare o chiudere il rapportoDisciplina dell'alloggio di servizio

La colonna di destra non si negozia in assemblea. È l'errore ricorrente: si delibera "d'ora in poi il portiere farà anche questo" o "ridurremo l'orario", e si scopre che quelle decisioni, se non rispettano il contratto, non reggono.

Cosa rientri davvero nelle mansioni, e cosa invece non si possa chiedere, è trattato nella guida sul portiere condominiale.

L'alloggio di servizio#

È l'elemento che distingue questo rapporto da quasi ogni altro e che genera i contenziosi più lunghi.

L'alloggio concesso al portiere è legato al rapporto di lavoro ed è disciplinato dal contratto. Finché il rapporto prosegue, i problemi sono gestionali: utenze, manutenzioni, uso degli spazi. Quando il rapporto cessa, la posizione dell'alloggio diventa il nodo centrale.

Su questo punto una regola sola: non si improvvisa. È materia da consulente del lavoro e, se la situazione si complica, da legale.

I costi, e perché pesano#

Il portierato è quasi sempre la voce più alta del bilancio di un condominio che ce l'ha, e la ragione è strutturale: non si paga un servizio, si sostiene un costo del lavoro completo di contributi e accantonamenti.

Come si ripartisce la spesa e come incide sul bilancio è nella guida sul portierato a Milano; il quadro generale del riparto è in ripartizione delle spese.

Un'avvertenza sui conti: confrontare il costo del portierato con il preventivo di un'impresa di pulizie è un confronto fra cose diverse. Il portiere presidia, riceve, sorveglia e segnala; l'impresa esegue un servizio definito.

Se si pensa di sopprimere il servizio#

È una decisione dell'assemblea, con le proprie maggioranze e con una conseguenza che va messa in conto prima del voto: la gestione del rapporto di lavoro in essere, che non si chiude con un verbale.

La sequenza sensata è l'inverso di quella abituale:

  1. Far quantificare al consulente del lavoro il costo complessivo della cessazione.
  2. Verificare la posizione dell'alloggio, se concesso.
  3. Portare in assemblea numeri reali, non stime.
  4. Deliberare con la maggioranza richiesta e un verbale che dia conto della decisione: vedi verbale di assemblea.
  5. Gestire la cessazione con l'assistenza professionale.

Chi vota prima e quantifica dopo scopre che il risparmio atteso era al lordo di un costo che nessuno aveva calcolato.

Il punto pratico#

Tre cose, in ordine: sapere quale contratto si applica, ricordare che il datore di lavoro è il condominio, e non deliberare su materie che il contratto già disciplina.

Sui numeri, l'unica risposta corretta è quella del consulente del lavoro aggiornata al contratto applicato e al rinnovo in vigore. Qualunque cifra letta online, compresa una che potremmo scrivere qui, invecchia al primo rinnovo.

Se nel tuo palazzo non è chiaro nemmeno quale contratto venga applicato, guarda come lavora Livia sull'amministrazione condominiale a Milano oppure richiedi un preventivo gratuito.

Fonti normative

Domande frequenti

Quale contratto si applica al portiere di condominio?

Il contratto collettivo per i dipendenti dei proprietari di fabbricati. Non ne esiste uno solo: sono stati sottoscritti testi da schieramenti sindacali diversi, quindi la prima cosa da accertare è quale contratto il condominio applica.

Chi è il datore di lavoro?

Il condominio, in quanto tale. L'amministratore agisce come suo rappresentante e gestisce il rapporto, ma la posizione datoriale e i relativi oneri restano del condominio.

L'assemblea può decidere mansioni e orari?

Entro i limiti del contratto applicato. L'assemblea decide se avere il servizio e con quale impegno, ma inquadramento, orario e trattamento seguono il contratto collettivo, non le preferenze del momento.

L'alloggio di servizio fa parte della retribuzione?

L'alloggio concesso al portiere è disciplinato dal contratto ed è legato al rapporto di lavoro. Quando il rapporto cessa, la posizione dell'alloggio va gestita secondo le regole applicabili: è uno dei punti in cui è indispensabile un professionista.

Perché in questa guida non ci sono cifre?

Perché i minimi e le tabelle cambiano con i rinnovi contrattuali. Il contratto è stato rinnovato di recente e indicare importi significherebbe pubblicare numeri destinati a invecchiare: vanno chiesti al consulente del lavoro.

Si può sopprimere il servizio di portierato?

È una decisione dell'assemblea, con le maggioranze e le cautele del caso, e comporta la gestione del rapporto di lavoro in essere. È il momento in cui gli errori costano di più.

Livia

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