Parte della guidaRegole per il condominio: cosa serve davvero per vivere meglio

Le telecamere all'ingresso del palazzo sono diventate una richiesta frequente, soprattutto a Milano, dove androni, cortili e locali biciclette sono spesso teatro di piccoli furti e ingressi indesiderati. Ma installare un impianto di videosorveglianza in condominio non è come montare un citofono: tocca insieme la vita comune e la privacy di tutti. Vediamo chi decide, con quale maggioranza e quali regole vanno rispettate per non trovarsi con un impianto illegittimo.

Impianto condominiale o telecamera del singolo?#

La prima distinzione da fare è questa, perché cambia tutto.

  • L'impianto condominiale riprende le parti comuni — androne, cortile, cancello, locale rifiuti, ascensore — per la sicurezza di tutti. È una decisione del condominio e passa dall'assemblea.
  • La telecamera del singolo condòmino serve a proteggere la sua unità: la mette lui, sul proprio ingresso o pianerottolo, senza bisogno di delibera, ma con limiti stretti su cosa può inquadrare.

Confondere i due piani è l'errore più comune. Chi vuole una telecamera solo davanti alla propria porta non deve convocare l'assemblea; chi invece vuole coprire l'androne per tutti, sì.

Chi decide: l'assemblea e la maggioranza#

Per l'impianto che riprende le parti comuni il riferimento è l'art. 1122-ter del Codice civile, introdotto con la riforma del condominio proprio per regolare la videosorveglianza. La norma stabilisce che l'installazione si delibera in assemblea con una maggioranza qualificata, calcolata sul numero degli intervenuti e sul valore millesimale dell'edificio secondo i criteri dell'art. 1136 c.c.

‹VERIFY: quorum esatto per la delibera di installazione dell'impianto di videosorveglianza sulle parti comuni ex art. 1122-ter c.c. — verificare il comma e la soglia millesimale (maggioranza degli intervenuti e valore millesimale richiesto)›.

Il punto pratico: non basta la maggioranza semplice usata per le decisioni ordinarie. Una delibera presa con un quorum insufficiente è impugnabile, e il rischio è di dover smontare un impianto già pagato. Per questo conviene mettere il punto all'ordine del giorno in modo chiaro e verificare la maggioranza con l'amministratore prima della riunione. Se vuoi capire come funzionano quorum e regole delle decisioni comuni, è utile la guida alle regole del condominio.

Le regole sulla privacy: il capitolo che si sottovaluta#

Un impianto condominiale tratta dati personali di residenti e passanti. Il condominio diventa titolare del trattamento e deve rispettare le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali. In pratica significa alcune cose concrete:

  • Cartelli informativi: prima di entrare nell'area ripresa, chi arriva deve trovare la segnalazione che c'è la videosorveglianza, con le informazioni essenziali su chi tratta i dati.
  • Conservazione limitata: le immagini si tengono per un periodo breve e poi si cancellano automaticamente. Non si archiviano per mesi "per sicurezza".
  • Inquadrature circoscritte: le telecamere devono riprendere solo ciò che serve. Vanno evitate le riprese continuative di ingressi di proprietà esclusiva, finestre altrui e, per quanto possibile, della pubblica via.
  • Accesso riservato: solo chi ne ha titolo può visionare le registrazioni, non chiunque abbia le chiavi del quadro.

Queste non sono formalità. Un impianto che riprende più del necessario o che conserva le immagini troppo a lungo espone il condominio a contestazioni e sanzioni. È uno dei casi in cui l'amministratore serve davvero: per impostare l'impianto a norma fin dall'inizio.

Il limite della telecamera del singolo#

Anche chi installa una telecamera privata deve stare attento. La regola di fondo è che può tutelare solo la propria unità: l'inquadratura deve fermarsi allo spazio strettamente necessario davanti alla porta. Riprendere in modo stabile il pianerottolo comune, l'ascensore, l'ingresso del vicino o la strada può violare la privacy altrui, anche in buona fede.

Nella convivenza di tutti i giorni è un tema delicato, perché una telecamera puntata "un po' troppo in là" genera tensioni. Come per gli altri attriti tra vicini — dai rumori all'uso degli spazi comuni — la strada migliore è chiarire le regole prima che il problema esploda. Se nel palazzo c'è già un servizio di portineria, spesso il presidio umano riduce la spinta a moltiplicare le telecamere private.

Il ruolo dell'amministratore#

Sulla videosorveglianza l'amministratore fa la differenza in due momenti. Prima della delibera: mette il punto all'ordine del giorno con la maggioranza corretta, raccoglie preventivi confrontabili e spiega ai condòmini cosa comporta un impianto (costi, manutenzione, obblighi privacy). Dopo: si occupa dei cartelli, dei tempi di conservazione, di chi può accedere alle immagini e di rispondere alle eventuali richieste, così il condominio resta a norma nel tempo.

Quando invece le telecamere vengono installate "di fretta", con una delibera fragile e nessuna attenzione alla privacy, il rischio è di avere un impianto che, alla prima contestazione, va spento. Se vuoi capire come sarebbe gestito il tuo palazzo — decisioni istruite bene e regole rispettate — parti dalla pagina amministratore di condominio a Milano o chiedi un preventivo gratuito.

Fonti normative

Domande frequenti

Che maggioranza serve per installare le telecamere in condominio?

L'installazione di un impianto di videosorveglianza sulle parti comuni si delibera in assemblea. L'art. 1122-ter c.c. prevede una maggioranza qualificata, calcolata sul numero degli intervenuti e sul valore millesimale dell'edificio. Il quorum esatto va verificato con l'amministratore prima della riunione, perché una delibera presa con la maggioranza sbagliata è contestabile.

Posso mettere una telecamera sul mio pianerottolo senza assemblea?

Il singolo condòmino può installare una telecamera a tutela della propria unità — per esempio sul proprio ingresso — senza delibera, ma a condizioni precise: le riprese devono limitarsi allo spazio strettamente necessario e non inquadrare in modo continuativo aree comuni, ingressi altrui o la pubblica via. È una cosa diversa dall'impianto condominiale, che invece riprende le parti comuni per tutti.

Le telecamere del condominio devono rispettare la privacy?

Sì. Vanno esposti cartelli che segnalano l'area videosorvegliata, le immagini si conservano per un tempo limitato e poi si cancellano, e l'accesso alle registrazioni è riservato a chi ne ha titolo. Il condominio è titolare del trattamento e deve rispettare le regole del Garante per la protezione dei dati personali. Riprendere aree non necessarie espone a contestazioni.

Livia

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