Parte della guidaRegole per il condominio: cosa serve davvero per vivere meglio

Nel cortile finisce tutto: le auto, gli scooter, le biciclette, i vasi, i giochi dei bambini, il tavolo di chi ci prende il caffè d'estate. Ed è per questo che è il luogo dove le regole condominiali vengono messe alla prova più spesso.

La buona notizia è che le regole sono poche e sempre le stesse. Il problema è che quasi nessuno le applica nell'ordine giusto.

Il cortile è parte comune#

L'art. 1117 c.c. include i cortili tra le parti comuni dell'edificio, salvo che risulti il contrario dal titolo. La sua funzione è dare aria, luce e accesso alle unità immobiliari.

Quella clausola finale, "salvo che risulti il contrario dal titolo", non è teorica: capita che il cortile, o una sua porzione, appartenga a un solo proprietario o sia attribuito in uso esclusivo dagli atti di acquisto. La prima verifica è sempre sul titolo, non sul buon senso. Come funzionano le eccezioni è spiegato nella guida su quali sono le parti comuni.

Se il cortile è comune, ne discendono due cose insieme: nessuno può disporne da solo, e tutti hanno diritto di usarlo.

La regola d'uso: l'art. 1102#

Ogni discussione sul cortile si risolve con lo stesso criterio: ciascun partecipante può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Tre domande, nell'ordine:

  1. Questo uso altera la destinazione del cortile?
  2. Toglie agli altri la possibilità di usarlo?
  3. È un uso, o è diventata un'occupazione stabile?

Il criterio completo, con la distinzione fra modifica e innovazione, è nella guida sull'uso della cosa comune.

Un punto che va chiarito subito, perché è la fonte di metà degli equivoci: pari uso non significa uso identico e simultaneo. Significa che gli altri devono conservare la possibilità concreta di servirsi del bene. Un uso più intenso da parte di uno non è di per sé vietato; lo diventa quando quella possibilità viene meno.

Il parcheggio: il caso più contestato#

Parcheggiare nel cortile non è né automaticamente lecito né automaticamente vietato. Dipende da due cose.

La destinazione del cortile. Se il cortile è destinato anche al transito e alla sosta dei veicoli, il parcheggio rientra nell'uso normale. Se è un cortile-giardino destinato ad aria e luce, trasformarlo in parcheggio ne altera la destinazione, e allora non è più uso ma innovazione, da deliberare con i quorum dell'art. 1120: vedi la guida sulle innovazioni in condominio.

Il numero dei posti rispetto alle auto. Quando i posti sono meno delle auto, il divieto generale non è la risposta corretta: lo è la turnazione, decisa dall'assemblea. È lo strumento che concilia il pari uso con l'impossibilità materiale di un uso simultaneo.

Su questo fronte c'è un'evoluzione recente: le Sezioni Unite hanno affermato che lo schema dell'art. 1027 c.c. non preclude la costituzione per convenzione di una servitù avente ad oggetto il parcheggio di un veicolo sul fondo altrui (Cass. SU 13 febbraio 2024, n. 3925). È un tema diverso dall'uso della cosa comune, ma spiega perché certi diritti di sosta risultino da atti anziché da delibere: il quadro è nella guida sulla servitù prediale.

Per i posti auto assegnati e i box, la disciplina specifica è nella guida sui posti auto e box in condominio.

Cosa si può lasciare nel cortile#

La stessa griglia dell'art. 1102, applicata agli oggetti:

SituazioneCriterio
Bicicletta o scooter in uno spazio dedicatoDi norma ammesso se non ostacola transito e accesso
Vasi e fioriere lungo il muroAmmessi se non riducono il passaggio né alterano il decoro
Tavoli, sedie, strutture fisseOccupazione stabile: serve una decisione dell'assemblea
Recinzione di una porzioneEstensione del diritto in danno degli altri: non consentita

Al criterio del pari uso si aggiunge sempre quello del decoro: nell'utilizzo delle cose comuni non si possono eseguire opere lesive del decoro dello stabile. Quando l'alterazione è davvero rilevante lo spiega la guida sul decoro architettonico.

L'uso esclusivo: da dove può derivare#

Capita spesso che un condòmino del piano terra usi da anni una porzione di cortile come fosse sua. La domanda giusta è: in forza di che cosa?

L'uso esclusivo di una porzione può derivare dal titolo, cioè dagli atti di acquisto o da un regolamento di natura contrattuale. In quel caso è legittimo, nei limiti che il titolo stesso fissa.

Non può invece nascere dalla semplice tolleranza degli altri. Occupare stabilmente una parte del cortile senza titolo significa estendere il proprio diritto sulla cosa comune in danno degli altri partecipanti, e l'art. 1102 lo esclude espressamente.

Un caso analogo, quello del giardino in uso esclusivo, è trattato nella guida sul giardino condominiale.

Chi paga#

Le spese di manutenzione, pulizia e illuminazione del cortile sono spese comuni e seguono l'art. 1123 c.c.: si ripartiscono in proporzione ai millesimi di proprietà, salvo diversa convenzione.

C'è però il secondo comma, che in molti edifici cambia il conto: se il cortile è destinato a servire solo una parte dell'edificio, per esempio una sola scala o un solo corpo di fabbrica, le spese vanno ripartite tra i condòmini che ne traggono utilità. È la stessa logica applicata ai portoni multipli, descritta nella guida sul portone del condominio, e sviluppata nella guida sulla ripartizione delle spese condominiali.

Se la pavimentazione va rifatta per intero, l'intervento va qualificato prima di deliberarlo: manutenzione straordinaria o innovazione, con quorum diversi.

Rumore e orari#

Il cortile amplifica: è una cassa di risonanza fra pareti. Le voci, i giochi, un tavolo che si sposta la sera arrivano dentro casa con più forza di quanto immagini chi sta sotto.

Il criterio giuridico non è il gradimento, ma la normale tollerabilità dell'art. 844 c.c., da valutare in rapporto alla condizione dei luoghi e alla rumorosità di fondo: lo spiega la guida sulle immissioni in condominio. Il regolamento può poi fissare orari, e in quel caso sono quelli a valere: vedi gli orari del silenzio in condominio.

Un divieto assoluto e generalizzato, per esempio ai giochi dei bambini, regge meno di un limite ragionevole di orario, perché il cortile è destinato anche alla fruizione dei condòmini.

Come si mette ordine, in pratica#

  1. Verifica il titolo: il cortile è davvero comune, e per intero?
  2. Definisci la destinazione in un verbale: transito, sosta, verde, o una combinazione.
  3. Misura, non discutere: spazio disponibile, numero di posti, larghezza del passaggio libero.
  4. Delibera una regola generale, uguale per tutti. Una regola ad personam viene impugnata e cade.
  5. Se i posti non bastano, delibera una turnazione anziché un divieto.

Come si porta correttamente un punto in assemblea è spiegato nella guida sull'ordine del giorno.

Il punto pratico#

Il cortile non è di nessuno e non è di chi arriva prima: è di tutti, e la misura di ciò che ciascuno può farci è sempre la stessa, cioè se dopo il suo uso gli altri possono ancora fare altrettanto.

Quando lo spazio non basta, la risposta corretta quasi mai è vietare. È organizzare.

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Fonti normative

Domande frequenti

Il cortile è una parte comune?

Sì. L'art. 1117 del Codice civile include i cortili tra le parti comuni dell'edificio, salvo che risulti il contrario dal titolo. Serve a dare aria, luce e accesso alle unità, ed è di tutti i condòmini.

Si può parcheggiare nel cortile condominiale?

Dipende dalla destinazione del cortile e dal regolamento. Il parcheggio è ammesso se non altera la destinazione del bene e non impedisce agli altri il pari uso. Quando i posti sono meno delle auto, la soluzione corretta non è il divieto generale ma la turnazione decisa dall'assemblea.

Un condòmino può usare il cortile in via esclusiva?

Non per iniziativa propria. L'uso esclusivo di una porzione può derivare dal titolo, cioè dagli atti di acquisto o dal regolamento contrattuale. In mancanza, occupare stabilmente una parte del cortile significa estendere il proprio diritto in danno degli altri, e non è consentito.

Chi paga la manutenzione del cortile?

Tutti i condòmini in proporzione ai millesimi, secondo l'art. 1123 c.c. Se però il cortile serve solo una parte dell'edificio, le spese vanno ripartite tra i condòmini che ne traggono utilità, secondo il secondo comma dello stesso articolo.

Il regolamento può vietare i giochi dei bambini nel cortile?

Un regolamento contrattuale può porre limiti d'uso anche stringenti, per esempio sugli orari. Un divieto assoluto e generalizzato è però più fragile, perché il cortile è destinato anche alla fruizione dei condòmini: conta la ragionevolezza del limite rispetto alla destinazione del bene.

Livia

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