Lo sportello per il bonus colonnine domestiche si è aperto il 22 settembre 2026 alle 12:00 e resterà aperto fino alle 12:00 del 31 gennaio 2027.
Per i condomini la cifra è quella che merita attenzione: 80% della spesa fino a 8.000 euro per le infrastrutture di ricarica installate sulle parti comuni, contro i 1.500 euro riconosciuti alle persone fisiche. E se il tuo palazzo ha installato una wallbox dopo il 26 giugno, la spesa è già dentro il perimetro: la domanda si può presentare adesso.
I dati di questo articolo riguardano l'annualità 2026. Le misure di questo tipo cambiano di anno in anno: prima di agire, verifica gli importi sul portale ufficiale.
Quanto vale, e per chi#
Il contributo è in conto capitale e copre l'80% delle spese ammissibili di acquisto e installazione.
| Beneficiario | Tetto massimo |
|---|---|
| Persona fisica residente in Italia | 1.500 euro |
| Condominio, su parti comuni | 8.000 euro |
La differenza non è marginale: la stessa percentuale su un tetto più che quintuplicato. È il motivo per cui, dove il palazzo ha un cortile o un'autorimessa comune, l'installazione condominiale conviene rispetto a più interventi individuali scoordinati.
Le date che contano#
Sono tre periodi diversi, e confonderli è l'errore più facile.
- Installazione: per l'annualità 2026, gli interventi devono essere stati effettuati tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Per le annualità successive il periodo coincide con l'anno solare (2027, 2028, 2029); per il 2030 va dal 1° gennaio al 31 marzo.
- Domanda: dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027.
- Pagamento: il contributo arriva dopo, a rimborso.
Quest'ultimo punto va detto chiaramente perché genera aspettative sbagliate: non è uno sconto in fattura. Prima si completa l'intervento e lo si paga con strumenti tracciabili, poi si presenta la domanda con fatture e documentazione.
Ordine cronologico, non graduatoria#
Il contributo è concesso con procedura a sportello, cioè in ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse.
Non è un click day con classifica, ma la sostanza pratica è simile: chi arriva prima prende. La dotazione complessiva è di circa 68 milioni di euro fino al 2030, così distribuiti: 15 milioni per il 2026, 15 milioni per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029, e 8 milioni per il 2030.
Quindici milioni, su un tetto di 8.000 euro a condominio, sono una capienza che si consuma. Se i lavori sono già fatti, la domanda non è una pratica da rimandare a gennaio.
I documenti del condominio#
È la parte che distingue una domanda condominiale da una domanda di un privato, ed è dove si perde tempo se non si è preparati.
Oltre alla documentazione comune a tutti i beneficiari - fatture di acquisto e installazione, prova dei pagamenti effettuati, dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore - per il condominio servono:
- il codice fiscale del condominio;
- il documento d'identità dell'amministratore pro tempore, con dichiarazione di possesso dei requisiti previsti dall'art. 71-bis disp. att. c.c.;
- la delibera assembleare che autorizza i lavori, accompagnata dalla dichiarazione dell'amministratore sulla mancata impugnazione nei termini dell'art. 1137 c.c.
Per gli stabili fino a otto partecipanti, dove la nomina dell'amministratore non è obbligatoria, il documento può essere quello del condòmino delegato. È la stessa soglia spiegata nella guida su quando l'amministratore è obbligatorio; i requisiti dell'art. 71-bis sono nella guida sull'albo degli amministratori.
Serve inoltre un indirizzo PEC attivo: vedi la guida sulla PEC dell'amministratore.
La dichiarazione sulla mancata impugnazione#
Questo requisito merita un paragrafo a sé, perché ha una conseguenza sui tempi che quasi nessuno considera.
Le delibere assembleari annullabili si impugnano entro trenta giorni, secondo il meccanismo dell'art. 1137 descritto nella guida su delibera nulla o annullabile. La dichiarazione richiesta dalla domanda riguarda proprio quel termine.
Tradotto: la delibera deve essere solida e il termine deve essere decorso. Una delibera presa male, o contestata, non blocca solo i lavori: blocca la domanda. Conviene quindi curare tre cose prima ancora dell'assemblea:
- un ordine del giorno specifico, con l'oggetto e l'importo, mai tra le varie ed eventuali;
- una convocazione regolare a tutti gli aventi diritto;
- un verbale preciso su oggetto, spesa, riparto e ditta incaricata.
Sulla maggioranza applicabile serve una verifica caso per caso con l'amministratore, perché dipende da come l'intervento viene qualificato e da cosa tocca delle parti comuni: il quadro dei quorum è nella guida sulle maggioranze in assemblea e il regime delle opere che innovano in quella sulle innovazioni. È il punto da chiarire prima di convocare, non durante la riunione.
Il requisito tecnico da verificare prima di comprare#
Qui si gioca la differenza tra una domanda accolta e una respinta, e la verifica va fatta prima dell'acquisto.
Il dispositivo deve:
- rispettare i requisiti minimi della deliberazione ARERA 541/2020/R/eel;
- essere compreso nell'elenco ufficiale dei dispositivi di ricarica domestica pubblicato dal GSE, nella versione vigente alla data di presentazione della domanda.
Quell'ultima precisazione è quella che si tende a saltare. L'elenco è un documento vivo: controllare una volta a giugno e comprare a novembre non basta. Prima di firmare l'ordine, fatti confermare per iscritto dal fornitore che il modello è in elenco, e riverifica prima di inviare la pratica.
Come si presenta#
La domanda si presenta online sulla piattaforma gestita da Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Dopo l'accesso all'area personale si seleziona la misura e si compila il modulo con procedura guidata.
Il quadro normativo, per chi vuole risalire alle fonti: la misura nasce dal DPCM 10 giugno 2026, le regole operative sono nel decreto direttoriale 4 agosto 2026, e i termini di apertura dello sportello 2026 sono stati fissati dal decreto direttoriale 11 settembre 2026.
Cosa fare questa settimana#
- Verifica se c'è già una spesa sostenuta dal 26 giugno in poi. Se sì, la pratica è pronta da istruire.
- Controlla l'elenco GSE per il modello installato o da installare.
- Recupera la delibera e verifica che il termine dei trenta giorni sia decorso senza impugnazioni.
- Metti insieme codice fiscale del condominio, documento dell'amministratore, fatture, prova dei pagamenti e dichiarazione di conformità.
- Verifica la PEC e le credenziali SPID/CIE/CNS di chi presenterà.
- Se i lavori non sono ancora deliberati, porta il punto in assemblea ora: tra convocazione, riunione, trenta giorni e cantiere, gennaio arriva prima di quanto sembri.
Il punto pratico#
Il bonus premia i condomini molto più dei singoli: 8.000 euro contro 1.500, a parità di percentuale. Ma la parte condominiale della pratica non è la fattura, è la delibera - regolare, verbalizzata bene e con il termine di impugnazione decorso.
E poiché le risorse si assegnano in ordine cronologico, il vantaggio va a chi ha la documentazione pronta, non a chi ha l'idea migliore.
Se nel tuo palazzo si parla di colonnine da mesi senza che nessuno abbia portato il punto in assemblea, guarda come lavora Livia sull'amministrazione condominiale a Milano oppure richiedi un preventivo gratuito.
Fonti normative
Domande frequenti
Quanto vale il bonus colonnine per un condominio?
L'80% delle spese ammissibili di acquisto e installazione, entro un massimo di 8.000 euro per le installazioni sulle parti comuni condominiali. Per le persone fisiche il tetto è invece di 1.500 euro.
Entro quando si presenta la domanda?
Per l'annualità 2026 lo sportello è aperto dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027.
Quali installazioni rientrano nell'annualità 2026?
Quelle effettuate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Per le annualità successive il periodo coincide con l'anno solare (2027, 2028 e 2029), mentre per il 2030 va dal 1° gennaio al 31 marzo.
È un click day?
No. Il contributo è concesso con procedura a sportello, in ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse. Non c'è una graduatoria: conta quando arriva la domanda.
Quali documenti servono al condominio?
Oltre a fatture, prova dei pagamenti e dichiarazione di conformità dell'installatore, servono il codice fiscale del condominio, il documento dell'amministratore pro tempore con dichiarazione sui requisiti dell'art. 71-bis disp. att., e la delibera assembleare che autorizza i lavori con dichiarazione sulla mancata impugnazione.
Posso comprare qualunque wallbox?
No, ed è il controllo da fare prima dell'acquisto. Il dispositivo deve rispettare i requisiti minimi della deliberazione ARERA 541/2020/R/eel ed essere compreso nell'elenco pubblicato dal GSE, nella versione vigente alla data di presentazione della domanda.
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